Dopo il no della Vallonia un manifesto a difesa del libero scambio

Il Ceta è moribondo, il Ttip pure. L’agonia degli accordi di libero scambio che faticosamente la Ue sta cercando di portare al traguardo – il primo con il Canada, il secondo con gli Stati Uniti – non scoraggia gli adepti di Adam Smith e David Ricardo che hanno presentato a Roma, nella sede della Fondazione Einaudi, un manifesto a sostegno del libero commercio. La sinergia tra la Fondazione e The Adam Smith Society ha portato a un Comitato che ha tra i sostenitori Alessandro De Nicola, Benedetto Della Vedova, Giuseppe Benedetto, Riccardo Gallo, Marco Marazzi, Salvatore Rebecchini.

Dopo il clamoroso veto del Parlamento vallone
Le idee raccolte nel manifesto, e discusse in un incontro al quale ha partecipato anche il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, partono dai recenti sviluppi di cronaca che hanno visto il Parlamento vallone opporsi alla ratifica del Ceta compromettendo tutto il percorso di approvazione del Trattato. Ma non manca ovviamente il riferimento all’impasse in cui è finito il Ttip, la cui firma con gli Usa entro la fine del mandato Obama appare ormai impossibile. «Rallentamenti – si legge nel manifesto – che hanno riguardato non solo il Ttip ma anche per esempio l’accordo di libero scambio tra Ue e il Mercosur; rallentamenti dovuti soprattutto all’estrema politicizzazione dei negoziati e ad un’opinione pubblica sospettosa delle “lobby” che possono influenzare il contenuto degli accordi e che mette sempre più in dubbio i frutti della globalizzazione».

L’importanza di abbattere le barriere non tariffarie
Gli accordi di “nuova generazione” hanno l’ambizione di andare oltre l’abolizione o la diminuzione dei dazi doganali, mettendo per certi versi in posizione ancora più centrale l’abbattimento delle cosiddette barriere non tariffarie e concentrandosi ad esempio sul tema di standard normativi che possano essere reciprocamente riconosciuti se non condivisi. «Noi riteniamo – prosegue il manifesto – che, sebbene esistano delle criticità che vanno risolte, sia gli accordi di “nuova generazione” con gli Usa e il Canada che l’accordo con il Mercosur costituiscano importanti e rare occasioni di crescita per l’economia italiana e per l’economia della Ue nel suo complesso». Il Comitato istituito da Fondazione Einaudi e The Adam Smith Society preannuncia un ruolo attivo nei prossimi mesi per illustrare «un quadro più oggettivo e completo della posta in gioco» e dei «meccanismi di controllo e autorizzazione esercitati sia dal Parlamento europeo che dai singoli governi sui negoziatori».

Carmine Fotina

Articolo pubblicato sul Sole 24 Ore

 

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